La frequenza degli interventi di soccorso in ambiente alluvionale è cresciuta sensibilmente negli ultimi anni determinando la necessita di incrementare abilità e conoscenze dei soccorritori per assicurare una capacita di risposta coerente alle necessita di sicurezza ed ai bisogni di tutti i cittadini, comprese le persone con esigenze speciali.

Il tema del soccorso alle persone con disabilità in scenari acquatici rappresenta un aspetto di particolare criticità se si tiene conto che le condizioni ambientali risultano fortemente compromesse, così come la possibilità di risposta autonoma da parte di tutte le persone. 

È su questi aspetti che si misura l'efficacia della risposta operativa da parte dei soccorritori acquatici SA e soccorritori fluviali alluvionali SFA del CNVVF ed è per questo che risulta importante simulare condizioni ed effettuare esercitazioni in cui siano ragionevolmente considerate situazioni realistiche. In tal senso le esperienze condotte dai comandi di Pordenone ed Oristano rappresentano un riferimento per quanti approcciano a queste tematiche. 

Nel primo caso le simulazioni sono state condotte in piscina con una persona con sindrome di Down ed una con autismo, considerano che la persona sia caduta in acqua (situazione particolarmente frequente in un territorio costellato di laghi e corsi d'acqua), ma anche una condizione in cui si trovi sulla copertura di un'auto caduta in uno specchio d'acqua oppure coinvolta da un fiume esondato. In entrambi i casi i soccorritori hanno posto attenzione al tema della relazione e del coinvolgimento. In queste situazioni è stato utilizzato un rescue tube per il trasporto è una barella spinale per portare le persone fuori dall'acqua.

Ad Oristano lo studio è stato esteso a tutte le disabilità: motorie, cognitive e sensoriali e simulando tre scenari emergenziali operativi: il recupero dal tetto di una macchina, il soccorso di una persona caduta in acqua e il trasbordo/recupero da una situazione di pericolo (persona confinata in un edificio circondato dall'acqua). In tutti gli scenari oltre alle tecniche di salvamento sono state provate le modalità di comunicazione, interazione e tecniche di trasporto.

Entrambe le esperienze saranno utilizzate per affinare specifiche procedure operative da diffondere tra tutti gli operatori SA e SFA del CNVVF, ma costituiranno anche un utile riferimenti per altri scenari di soccorso in cui sono coinvolte persone disabili. Tali attività rientrano tra quelle coordinate dall'Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza e il Soccorso delle Persone con Esigenze Speciali, istituito nel 2015 nell'ambito della Dizione Centrale per l'Emergenza del CNVVF.

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