Un’operazione complessa, pianificata da mesi e portata a termine dai Vigili del fuoco con grande impegno, professionale ed emotivo. 

Si è conclusa il 14 luglio l’operazione svolta dai Vigili del fuoco sul pontile Nato della base della Marina Militare a Melilli (SR) per il recupero dei corpi dei migranti rimasti bloccati nel peschereccio naufragato nella notte del 18 aprile dello scorso anno sul canale di Sicilia, a 131 miglia da Lampedusa.

Nella conferenza stampa conclusiva il direttore centrale per l’Emergenza, l’ingegner Giuseppe Romano, ha reso il grande lavoro fatto delle squadre, con il recupero di 446 bodybags contenenti i circa 700 corpi che si inabissarono all’interno del natante a 370 metri di profondità.

Il dispositivo di soccorso, coordinato dalla Direzione regionale Sicilia, ha visto l'impiego medio giornaliero di 80 vigili del fuoco, per complessive 348 unità, che hanno operato con turnazioni continuative di 24 ore, con la partecipazione di personale dei Comandi della Sicilia e di altre risorse tecniche e umane provenienti dall'intero restante territorio nazionale. La Direzione centrale per l'Emergenza ha seguito e supportato le attività anche mediante il Centro Operativo Nazionale, che ha attivato sul posto una funzione di collegamento. Le operazioni di recupero da parte dei vigili del fuoco sono avvenute mediante procedure di soccorso tecnico applicabili in vari contesti emergenziali: messa in sicurezza del ponte di coperta, taglio delle strutture metalliche delle murate per accedere all’interno della stiva, del gavone di prua e del locale macchine, ricerca e recupero dei corpi, operazioni congiunte applicando tecniche SAF a quelle NBCR.

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