Nella tarda mattinata del 12 luglio 2016 un tragico evento attiva tempestivamente la macchina dei soccorsi. Sono le ore 11.06 e nel bel mezzo della campagna andriese in mezzo agli uliveti, al km 51 della ferrovia Bari-Barletta tra la stazione di Andria e quella di Corato, un terribile rumore rompe il silenzio tipico della zona. Sono le prime foto aeree effettuate in elicottero dai vigili del fuoco a dare realmente idea di cosa fosse successo e soprattutto della violenza dell’incidente: due treni regionali, ciascuno dei quali composto da quattro carrozze, che viaggiavano a velocità sostenuta in direzioni opposte ma sullo stesso binario, si sono scontrati frontalmente. L’incidente si è verificato su una curva affiancata da uliveti, il che non ha consentito ai macchinisti alcuna possibilità di avvistamento dell’altro convoglio, in modo da poter attivare la frenata di emergenza e tentare di evitare la collisione. Dalle foto scattate dai vigili del fuoco si evince ciò che rimane dei vagoni più direttamente coinvolti: solo pezzi di lamiera sparsi ovunque. Uno dei treni ha soltanto due vagoni rimasti quasi intatti, l’altro soltanto l’ultimo, quello di coda.

Il Corpo dei vigili del fuoco è stato fra i primi ad intervenire con le sue squadre e, nonostante le operazioni di soccorso si fossero ben presto rivelate particolarmente complicate mancando una strada di accesso al luogo dell’incidente, alle ore 13.00 già contava sul posto 45 dei suoi vigili e 17 mezzi di soccorso. Ben presto gli uomini diventarono 53 e i mezzi 18, grazie anche all’aiuto dei comandi limitrofi di Bari, Foggia, Brindisi, Matera, Caserta ed Avellino.

Per 32 ore consecutive, fino alle ore 20 del 13 luglio, i vigili del fuoco operarono senza interruzione tra le lamiere con attrezzature speciali e macchine operatrici, gruppi da taglio a motore e oleodinamici, lance termiche e con nuclei cinofili per attività di ricerca. 

Il triste bilancio finale fu di 23 morti e di 50 passeggeri feriti.