Si è svolta oggi all'Istituto Superiore Antincendi di Roma la conferenza stampa per la celebrazione degli 80 anni del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.

Presenti il ministro dell'Interno Matteo Salvini, il sottosegretario all’Interno Stefano Candiani, il capo Dipartimento Salvatore Mulas, il capo del Corpo Fabio Dattilo.

Il ministro Salvini, nel ringraziarli per il lavoro encomiabile che svolgono tutti i giorni sul territorio a tutela dei cittadini, ha parlato del piano di assunzioni straordinarie e dell’equiparazione stipendiale e previdenziale dei vigili del fuoco alle altre Forze del Comparto sicurezza, oltre all'ipotesi d’istituzione della ferma breve, come risultati da raggiungere nel suo primo mandato da ministro.

 

I vigili del fuoco furono istituiti come Corpo nazionale nel 1939, riunendo i vari Corpi dei pompieri, ha spiegato il capo del Corpo Dattilo. “Per celebrare la ricorrenza – ha detto – abbiamo organizzato incontri in alcuni dei luoghi simbolo che hanno caratterizzato la nostra storia, a cominciare da Avellino a fine marzo. Momenti semplici, com’è nel nostro stile, per regalarci il contatto con cittadinanza e istituzioni locali per una volta al di fuori del momento cruciale del nostro lavoro, il soccorso”.

La prima manifestazione, per ricordare il terremoto che distrusse l’Irpinia nel 1980, si svolgerà il 30 marzo ad Avellino, seguiranno altre tappe importanti all’Aquila, Modena, Viareggio, Olbia, Genova, Camerino, Verona, per chiudere con l’ultimo appuntamento il 21 novembre a Catania.

 

Approfondimento

 

COSI’ NACQUE IL CORPO - L'unità d'Italia trovò, in materia di servizio antincendio, una situazione varia: ai pochi Corpi pompieristici locali a carattere volontario e limitati alle circoscrizioni comunali, facevano riscontro vaste zone, addirittura intere regioni, completamente prive di qualsiasi difesa organizzata contro il fuoco. I pompieri comunali, erano ancora organizzati con concezioni e ordinamenti antiquati e tutto il complesso antincendio italiano appariva anacronistico, insufficiente, mal distribuito, alla mercé dei mezzi e delle tradizioni locali. Pochissimi Corpi, solo quelli fra alcune delle grandi città come Roma, Torino, Milano e Napoli, potevano rispondere alle esigenze di un'efficace difesa antincendio.

 

Occorrerà arrivare al 1935 prima che il problema venga riconosciuto in Italia, ma bisognerà attendere il Regio Decreto del 27 febbraio 1939 perché il Corpo pompieri assuma la denominazione di Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

 

Suo creatore fu il prefetto Alberto Giombini, che con l'apporto di comandanti e ufficiali, mise in piedi un'organizzazione al passo coi tempi e di grande efficienza.

 

Con la legge del 27 dicembre 1941 fu ribadito che il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco era posto alle dirette dipendenze del ministero dell'Interno, vennero specificati i compiti e dettate le norme circa gli oneri facenti carico alle amministrazioni provinciali, le quali erano tenute a fornire i locali per le caserme, gli alloggi di servizio per gli ufficiali e il personale per i servizi amministrativi e contabili dei Corpi provinciali.

 

 

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